La frattura scomposta del polso è una delle lesioni traumatiche che tratto più frequentemente nella mia attività di chirurgo della mano. Generalmente il termine frattura di polso si riferisce alla frattura dell’estemo distale del radio associato omeno a frattura dell’estremo distale dell’ulna. Si tratta di un infortunio che può verificarsi a qualsiasi età, ma che presenta caratteristiche molto diverse a seconda del paziente. Nei soggetti giovani è spesso conseguenza di traumi ad alta energia, come incidenti sportivi o stradali, mentre nelle persone anziane è frequentemente legata a cadute banali favorite dalla fragilità ossea.
Quando una frattura del polso è scomposta, i frammenti ossei perdono il loro corretto allineamento anatomico. In queste situazioni non è sufficiente immobilizzare il polso con un gesso: per ripristinare la normale anatomia dell’articolazione è spesso necessario ricorrere a un intervento chirurgico.
L’obiettivo del trattamento non è soltanto ottenere la guarigione dell’osso, ma recuperare completamente la funzionalità del polso e della mano, evitando rigidità, dolore cronico e complicazioni come la pseudoartrosi.
Che cos’è una frattura scomposta del polso
Con il termine frattura scomposta del polso si indica una frattura nella quale i frammenti ossei non mantengono più il loro corretto rapporto anatomico.
Nella maggior parte dei casi la lesione interessa l’estremità distale del radio, cioè il segmento osseo immediatamente sopra il polso. Può essere coinvolta anche l’ulna e, nelle fratture più complesse, l’articolazione radio-carpica.
La perdita dell’allineamento rende l’articolazione instabile e altera la normale biomeccanica del polso. Se questa deformità non viene corretta in modo adeguato, il paziente può sviluppare limitazione dei movimenti, riduzione della forza, dolore persistente e un aumentato rischio di artrosi nel tempo.
Per questo motivo considero fondamentale valutare attentamente ogni frattura fin dalle prime ore dopo il trauma.
Quando è necessario l’intervento chirurgico per la frattura del polso
Non tutte le fratture del polso richiedono un trattamento chirurgico. Le fratture composte e stabili possono essere trattate con un’immobilizzazione in gesso.
Diverso è il caso delle fratture scomposte. Quando i frammenti ossei risultano disallineati oppure la frattura interessa la superficie articolare, il trattamento chirurgico rappresenta frequentemente la scelta migliore.
La decisione di operare si basa su diversi elementi:
- il grado di scomposizione
- la stabilità della frattura
- l’età del paziente
- il livello di attività
- la qualità dell’osso
L’obiettivo è ricostruire con precisione l’anatomia del radio distale, perché anche piccoli disallineamenti possono compromettere la funzione del polso nel lungo periodo.
In particolare, nei pazienti giovani e attivi, una riduzione anatomica della frattura è fondamentale per consentire un recupero completo della mobilità e della forza.
Come si esegue l’intervento chirurgico per la frattura scomposta del polso

L’intervento viene generalmente eseguito in anestesia loco-regionale e, nella maggior parte dei casi, in regime di day surgery oppure con una breve degenza ospedaliera.
Attraverso una piccola incisione raggiungo il focolaio di frattura, riallineo accuratamente i frammenti ossei e li stabilizzo mediante sistemi di sintesi dedicati.
Oggi il trattamento più utilizzato consiste nell’impiego di placche anatomiche in titanio a stabilità angolare. Questi dispositivi consentono di mantenere la riduzione della frattura anche nei pazienti con osso osteoporotico e permettono di iniziare la mobilizzazione del polso più precocemente rispetto ai metodi tradizionali.
In alcune situazioni particolari possono essere indicati fili di Kirschner, viti dedicate o fissatori esterni, soprattutto nelle fratture molto complesse o associate a gravi lesioni dei tessuti molli.
La scelta della tecnica chirurgica viene sempre personalizzata in funzione delle caratteristiche della frattura e delle esigenze funzionali del paziente.
Riduzione della frattura polso

La riduzione della frattura polso rappresenta il momento più importante dell’intervento chirurgico.
Con il termine riduzione si intende il riposizionamento dei frammenti ossei nella loro corretta posizione anatomica. Questo passaggio richiede grande precisione, perché anche minime alterazioni dell’allineamento possono influenzare la funzionalità del polso negli anni successivi.
Durante l’intervento verifico costantemente il corretto posizionamento dei frammenti mediante controllo radiografico intraoperatorio. Solo dopo aver ottenuto una ricostruzione anatomica stabile procedo con il fissaggio definitivo mediante placca e viti.
Una riduzione accurata permette di ristabilire la normale superficie articolare, preservare il corretto movimento del polso e ridurre significativamente il rischio di sviluppare artrosi post-traumatica.
Per questo motivo l’esperienza del chirurgo nella gestione delle fratture del polso rappresenta un elemento determinante per il risultato finale.
Dopo l’intervento per la frattura scomposta del polso: cosa aspettarsi
Il decorso post-operatorio dipende dal tipo di frattura del polso, dalla stabilità dell’osteosintesi e dalle condizioni generali del paziente.
Nei primi giorni è normale avvertire dolore e gonfiore, che vengono controllati con terapia farmacologica e mantenendo la mano in posizione elevata.
Uno degli aspetti più importanti del recupero è iniziare il movimento delle dita fin dalle prime ore dopo l’intervento.
Questo contribuisce a ridurre l’edema e a prevenire la rigidità della mano.
Quando la stabilità della sintesi lo consente, anche il polso viene mobilizzato precocemente attraverso un programma riabilitativo personalizzato.
La fisioterapia svolge un ruolo fondamentale nel recupero della mobilità articolare, della forza muscolare e della coordinazione dei movimenti. Per questo motivo, i miei pazienti vengono sempre seguiti da un team di fisioterapisti specializzati sull’articolazione della mano con cui collaboro regolarmente.
Frattura polso: tempi di recupero
I tempi di recupero di una frattura del polso rappresentano una delle domande che ricevo più frequentemente durante la visita specialistica.
È importante sapere che il recupero varia da paziente a paziente e dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di frattura, la qualità dell’osso, l’età, la tecnica chirurgica utilizzata e l’aderenza al programma riabilitativo.
Dal punto di vista biologico, la consolidazione ossea richiede generalmente circa 5 settimane. Tuttavia, questo non coincide con il recupero completo della funzione del polso.
Le attività quotidiane leggere possono spesso essere riprese entro poche settimane, mentre il ritorno ai lavori pesanti o alle attività sportive richiede generalmente tempi più lunghi.
Il recupero della mobilità continua progressivamente nei mesi successivi all’intervento e il risultato definitivo viene normalmente valutato tra sei mesi e un anno dal trauma.
Per ottenere il miglior risultato possibile è fondamentale seguire attentamente il programma riabilitativo e rispettare le indicazioni fornite durante i controlli specialistici.
Frattura scomposta del polso: le possibili complicanze
Una frattura scomposta del polso non trattata correttamente può determinare conseguenze permanenti.
Tra le complicanze che cerco di prevenire attraverso una corretta indicazione chirurgica vi sono la consolidazione viziosa della frattura, la rigidità articolare, il dolore cronico, la perdita della forza di presa e, più di tutte, la pseudoartrosi post-traumatica.
Altre complicanze che è fondamentale prevenire sono:
- lesioni associate dei legamenti del polso
- lesioni della cartilagine articolare
- lesioni tendinee
Per questo motivo la valutazione specialistica iniziale è fondamentale per pianificare il trattamento più appropriato.
Quando rivolgersi a un chirurgo della mano per un trauma al polso
Dopo un trauma al polso è importante non sottovalutare il dolore, la deformità o la difficoltà a muovere la mano.
Una valutazione specialistica consente di identificare rapidamente il tipo di frattura e stabilire se sia sufficiente un trattamento conservativo oppure se sia indicato un intervento chirurgico.
Nelle fratture scomposte il tempo rappresenta un fattore importante. Intervenire precocemente permette di ottenere una migliore ricostruzione anatomica e favorisce un recupero funzionale più rapido ed efficace.
La frattura scomposta del polso è una lesione che richiede una valutazione specialistica accurata per individuare il trattamento più appropriato.
Se hai bisogno di una visita specialistica con un Chirurgo della Mano a Roma, puoi trovarmi nelle seguenti strutture:
- Ars Medica: Via Cesare Ferrero di Cambiano, 29
- Aster Diagnostica: Via delle Costellazioni, 306
- Istituto di Scienza e Medicina dello Sport (CONI): Largo Piero Gabrielli, 1
- Clinica Madonna della Fiducia: Via Alfredo Baccarini, 54
- Clinica Nuova Itor: Via di Pietralata, 162
I miei interventi si svolgono presso strutture altamente selezionate per offrire ai miei pazienti la migliore esperienza possibile. Opero presso la Clinica Ars Medica, la Clinica Madonna della Fiducia e la Clinica Nuova Itor.
Accanto a me è inoltre presente uno Staff Fisioterapico specializzato che segue tutti i miei pazienti nella fase post-chirurgica, per aiutarli con una riabilitazione personalizzata e studiata per il loro caso.
Per prenotare una visita, basta scegliere la sede e chiamare il numero di riferimento, altrimenti puoi trovare direttamente tutti i contatti qui.