L’artrosi della mano è una condizione molto più frequente di quanto si pensi. Spesso vedo pazienti che arrivano alla visita dopo mesi di dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti quotidiani, convinti che sia semplicemente una conseguenza inevitabile dell’età. In realtà, se riconosciuta precocemente e trattata nel modo corretto, l’artrosi della mano può essere gestita efficacemente, migliorando la qualità della vita e preservando la funzionalità della mano.
La mano è una struttura anatomica estremamente complessa. Ogni giorno compiamo migliaia di movimenti quasi automatici: scrivere, usare il telefono, cucinare, lavorare al computer, afferrare oggetti. Quando compare l’artrosi della mano, anche i gesti più semplici possono diventare difficili e dolorosi.
Che cos’è l’artrosi della mano
L’artrosi della mano è una patologia degenerativa che interessa le articolazioni della mano e delle dita. Con il tempo, la cartilagine che riveste le superfici articolari tende a consumarsi progressivamente, provocando attrito tra le ossa, infiammazione e deformità articolari.
Questa condizione può coinvolgere diverse articolazioni, ma alcune sedi sono particolarmente frequenti:
- la base del pollice (si parla in questo caso di rizoartrosi);
- le articolazioni delle dita;
- il polso;
- le articolazioni interfalangee.
Nella maggior parte dei casi l’artrosi si sviluppa lentamente, con sintomi inizialmente sfumati che tendono ad aggravarsi nel corso degli anni.
Molti pazienti descrivono una rigidità mattutina delle mani, difficoltà nell’aprire barattoli, dolore quando stringono oggetti o una progressiva perdita di forza. Altri notano cambiamenti nella forma delle dita, che diventano deformate o nodose.
Dal punto di vista medico, distinguiamo;
- forme primitive, legate soprattutto all’invecchiamento e alla predisposizione genetica
- forme secondarie, che possono comparire dopo traumi, fratture, malattie infiammatorie o attività lavorative particolarmente usuranti.

I sintomi dell’artrosi della mano
I sintomi dell’artrosi della mano non sono uguali per tutti. Alcuni pazienti convivono a lungo con disturbi lievi, mentre altri sviluppano rapidamente dolore e limitazione funzionale importante.
Uno dei primi segnali è spesso il dolore durante i movimenti. Inizialmente compare soltanto dopo uno sforzo o alla fine della giornata, ma con il tempo può diventare persistente.
La rigidità articolare è un altro sintomo molto frequente. Alcuni pazienti riferiscono di fare fatica a chiudere completamente la mano al mattino o dopo periodi di inattività.
Con il progredire della patologia possono comparire:
- gonfiore articolare;
- perdita di forza;
- deformità delle dita;
- scricchiolii durante il movimento;
- difficoltà nelle attività quotidiane;
- riduzione della mobilità.
In alcuni casi il dolore può essere intermittente, alternando fasi relativamente tranquille a periodi di forte infiammazione.
Un aspetto che considero molto importante durante la visita è comprendere quanto i sintomi influenzino realmente la vita del paziente. Per alcune persone anche una limitazione apparentemente lieve può diventare invalidante, soprattutto se svolgono lavori manuali o attività che richiedono precisione.
Perché si sviluppa l’artrosi della mano
Le cause dell’artrosi della mano sono multifattoriali. L’età rappresenta certamente uno dei principali fattori di rischio, ma non è l’unico elemento coinvolto.
Esiste spesso una predisposizione familiare. Non è raro che il paziente mi riferisca casi simili nella madre, nel padre o nei nonni.
Anche alcuni lavori manuali ripetitivi possono aumentare il rischio di usura articolare. Professioni che richiedono movimenti continui della mano, utilizzo di strumenti vibranti o sforzi prolungati possono favorire lo sviluppo della patologia.
Tra gli altri fattori predisponenti troviamo:
- precedenti traumi o fratture;
- malattie reumatiche;
- instabilità articolari;
- alterazioni anatomiche;
- sovraccarico funzionale cronico.
Nel caso del pollice, ad esempio, l’artrosi della base del pollice — chiamata anche rizoartrosi — è una delle forme più comuni e colpisce frequentemente le donne dopo i 50 anni.
Artrosi al dito della mano: quando il dolore colpisce le dita

Uno dei motivi di consulto più frequenti riguarda l’artrosi al dito della mano. In questi casi il paziente nota dolore localizzato a una o più dita, spesso associato a gonfiore, rigidità e deformazione progressiva dell’articolazione.
Le articolazioni più colpite sono generalmente quelle vicine all’unghia oppure quelle centrali delle dita. Con il tempo possono comparire piccoli rigonfiamenti ossei, chiamati noduli di Heberden o noduli di Bouchard.
Molti pazienti riferiscono difficoltà nei movimenti fini: abbottonare una camicia, scrivere, cucire o utilizzare il cellulare diventano attività progressivamente più complicate.
Dal punto di vista clinico è importante distinguere l’artrosi da altre patologie che possono causare dolore alle dita, come artrite reumatoide, tendiniti o dito a scatto.
Il trattamento dipende dalla gravità dei sintomi e dal livello di degenerazione articolare. Nei casi iniziali può essere sufficiente un approccio conservativo con terapia farmacologica, fisioterapia e tutori personalizzati. Quando invece il dolore diventa persistente e limita fortemente la funzionalità, si può valutare un trattamento chirurgico specifico.
Bisogna inoltre capire di quale forma di artrosi si tratta. La rizoartrosi, ad esempio, è l’artrosi che colpisce l’articolazione del pollice e oggi può essere trattata con metodi innovativi e all’avanguardia come la protesi trapezio-metacarpale, intervento in cui mi sono specializzato e che oggi eseguo su tantissimi pazienti.
Come si effettua la diagnosi di artrosi alla mano
La diagnosi dell’artrosi della mano parte sempre da una valutazione clinica accurata. Durante la visita analizzo i sintomi, la mobilità articolare, la forza e l’eventuale presenza di deformità.
Le radiografie rappresentano l’esame principale per confermare la diagnosi e valutare il grado di usura articolare. Attraverso le immagini è possibile osservare la riduzione dello spazio articolare, la presenza di osteofiti e le alterazioni ossee tipiche dell’artrosi.
In alcuni casi possono essere richiesti ulteriori approfondimenti, soprattutto quando è necessario escludere patologie infiammatorie o altre condizioni reumatologiche.
La diagnosi precoce è importante perché consente di intervenire prima che il danno articolare diventi troppo avanzato.
I trattamenti per l’artrosi della mano
Molti pazienti mi chiedono se l’artrosi possa guarire definitivamente. È importante chiarire che l’artrosi è una patologia degenerativa cronica, ma questo non significa che non si possa fare nulla.
Nelle prime fasi dell’artrosi, quando è ancora possibile intervenire conservativamente, l’obiettivo del trattamento è ridurre il dolore, migliorare la funzione della mano e rallentare la progressione della malattia.
La terapia in questo momento può includere farmaci antinfiammatori, un programma di fisioterapia specialistica della mano, esercizi mirati e utilizzo di tutori.
Anche le infiltrazioni possono essere utili in alcuni casi selezionati, soprattutto nelle fasi infiammatorie più dolorose.
La terapia riabilitativa ha un ruolo fondamentale. Spesso il paziente sottovaluta quanto esercizi specifici e percorsi personalizzati possano migliorare la mobilità e ridurre il dolore, ma sono invece cruciali per rallentare il decorso dell’artrosi della mano.
Quando il trattamento conservativo non è più sufficiente e il dolore compromette significativamente la qualità della vita, si può prendere in considerazione la chirurgia.
Quando serve l’intervento chirurgico

La chirurgia viene valutata soprattutto nei pazienti che presentano dolore persistente, deformità importanti o grave limitazione funzionale, non rispondente alle misure conservative.
Esistono diverse tecniche chirurgiche, che vengono scelte in base all’articolazione coinvolta, all’età del paziente e alle esigenze funzionali.
Nel caso della rizoartrosi, ad esempio, oggi disponiamo di procedure efficaci che consentono di ridurre il dolore e recuperare una buona funzionalità del pollice. La protesi trapezio-metacarpale, in particolare, rappresenta una terapia mininvasiva: attraverso una piccola incisione di circa 2,5 cm, si inserisce la protesi che consente al paziente di tornare a muovere la mano fin da subito.
Artrosi della mano: centri specializzati a Roma
Attualmente il mio gruppo clinico rappresenta un punto di riferimento per il trattamento dell’artrosi della mano a Roma. Vantiamo infatti la più alta casistica della Nazione, specialmente in termini di protesi trapezio-metacarpali, consentendo ai nostri pazienti un recupero rapidissimo in termini di scomparsa del dolore e di recupero dell’articolarità e della forza di presa del pollice.
Nella mia pratica quotidiana considero fondamentale costruire un rapporto diretto con il paziente, spiegando in modo chiaro le possibili opzioni terapeutiche e definendo insieme il percorso più adatto alle sue esigenze quotidiane e lavorative.
Se hai bisogno di una visita specialistica con un Chirurgo della Mano a Roma, puoi trovarmi nelle seguenti strutture:
- Ars Medica: Via Cesare Ferrero di Cambiano, 29
- Aster Diagnostica: Via delle Costellazioni, 306
- Istituto di Scienza e Medicina dello Sport (CONI): Largo Piero Gabrielli, 1
- Clinica Madonna della Fiducia: Via Alfredo Baccarini, 54
- Clinica Nuova Itor: Via di Pietralata, 162
I miei interventi si svolgono presso strutture altamente selezionate per offrire ai miei pazienti la migliore esperienza possibile. Opero presso la Clinica Ars Medica, la Clinica Madonna della Fiducia e la Clinica Nuova Itor.
Accanto a me è inoltre presente uno Staff Fisioterapico specializzato che segue tutti i miei pazienti nella fase post-chirurgica, per aiutarli con una riabilitazione personalizzata e studiata per il loro caso.
Per prenotare una visita, basta scegliere la sede e chiamare il numero di riferimento, altrimenti puoi trovare direttamente tutti i contatti qui.