
Come chirurgo della mano, mi trovo quotidianamente a valutare e trattare pazienti che lamentano dolore alla base del pollice, una condizione spesso sottovalutata nelle fasi iniziali ma che può diventare progressivamente invalidante. Quando parliamo di artrosi del pollice, ci riferiamo nella maggior parte dei casi alla rizoartrosi, cioè al processo degenerativo che coinvolge l’articolazione trapezio-metacarpale, fondamentale per i movimenti di pinza e presa fine della mano.
Nonostante ciò dobbiamo ricordare che esistono diversi tipi di artrosi del pollice, dunque una visita specialistica è sempre raccomandata per individuare l’esatta tipologia di artrosi che abbiamo davanti.
Questa patologia non è soltanto un’“usura” legata all’età, come spesso si pensa, ma una vera e propria malattia articolare degenerativa che può colpire anche soggetti relativamente giovani, soprattutto se esposti a sovraccarichi funzionali o predisposizione anatomica.
Artrosi pollice mano: come riconoscere i primi sintomi
Quando un paziente si presenta con dolore alla base del pollice, il sospetto di artrosi del pollice è spesso già alto sulla base della descrizione dei sintomi. Il dolore tipico è localizzato tra il polso e la base del primo dito e tende a peggiorare durante le attività quotidiane che richiedono presa, torsione o pinza, come aprire un barattolo, girare una chiave o afferrare oggetti.
Nelle fasi iniziali, il dolore può essere intermittente e comparire solo sotto sforzo, ma con il tempo tende a diventare più costante, fino a manifestarsi anche a riposo. Un altro segno caratteristico è la perdita progressiva della forza della mano, che limita attività apparentemente semplici ma fondamentali per l’autonomia quotidiana.
Sempre dal punto di vista clinico, l’artrosi del pollice è spesso accompagnata da rigidità articolare. In alcuni casi avanzati si osserva una deformità alla base del pollice, con sublussazione dell’articolazione trapezio-metacarpale, che altera la biomeccanica dell’intera mano.
Cause e fattori predisponenti dell’artrosi del pollice
La rizoartrosi è il risultato di un processo degenerativo che interessa la cartilagine articolare tra il trapezio e il primo metacarpo. Questa articolazione è particolarmente sollecitata perché consente i movimenti di opposizione del pollice, fondamentali per la prensione fine.
Tra i fattori più rilevanti vi è sicuramente la predisposizione genetica, anatomica o fattori acquisiti come fratture articolari della base del pollice, che rendono l’articolazione meno stabile o irregolare e quindi più soggetta ad usura.
Anche il sesso femminile rappresenta un fattore di rischio importante, soprattutto dopo la menopausa, per il ruolo degli ormoni nella qualità dei tessuti connettivi.
Non meno importante è il sovraccarico funzionale ripetuto nel tempo. Alcune professioni o attività manuali possono accelerare il processo degenerativo, soprattutto se associate a microtraumi cronici. In questi casi, l’artrosi del pollice non è semplicemente una conseguenza dell’età, ma una patologia legata all’uso intensivo dell’articolazione.

Diagnosi dell’artrosi del pollice: il ruolo della visita specialistica
La diagnosi di artrosi del pollice è essenzialmente clinica, ma deve essere sempre confermata da un’adeguata valutazione strumentale. Durante la visita, eseguo test specifici di provocazione del dolore che mi permettono di valutare la stabilità e la funzionalità dell’articolazione trapezio-metacarpale.
Ricordo inoltre che la visita è fondamentale anche per distinguere la rizoartrosi da potenziali altre forme di artrosi del pollice.
L’esame radiografico rappresenta lo strumento diagnostico principale e consente di evidenziare il grado di degenerazione articolare, la riduzione della rima articolare e l’eventuale presenza di osteofiti. In alcuni casi selezionati può essere utile anche un’ecografia o una risonanza magnetica per valutare le strutture molli e lo stato dei legamenti.
È fondamentale sottolineare che la gravità dei sintomi non sempre coincide con il grado radiologico dell’artrosi del pollice. Alcuni pazienti con alterazioni radiografiche avanzate possono riferire pochi disturbi, mentre altri con modificazioni iniziali possono avere dolore significativo.
Come si cura l’artrosi del pollice?
Trattamento conservativo dell’artrosi del pollice
Nelle fasi iniziali della rizoartrosi, il trattamento è generalmente conservativo. L’obiettivo è ridurre il dolore, migliorare la funzionalità e rallentare la progressione della malattia.
Nel mio approccio clinico, utilizzo spesso un tutore specifico che stabilizza l’articolazione trapezio-metacarpale, riducendo il dolore durante i movimenti di pinza. Anche la fisioterapia mirata può essere utile per mantenere la mobilità e rinforzare i muscoli stabilizzatori della mano.
In alcuni casi selezionati, le infiltrazioni intra-articolari possono offrire un beneficio temporaneo, riducendo l’infiammazione e migliorando la qualità della vita del paziente. Tuttavia, è importante chiarire che si tratta di soluzioni sintomatiche e non risolutive.
Quando l’artrosi del pollice progredisce, il trattamento conservativo tende a diventare meno efficace e bisogna iniziare a discutere seriamente delle opzioni chirurgiche.
Artrosi del pollice: intervento per la rizoartrosi
Nel momento in cui il dolore diventa persistente e limita in modo significativo le attività quotidiane, considero l’intervento chirurgico come una soluzione indicata e spesso risolutiva. La chirurgia della rizoartrosi ha conosciuto negli ultimi anni un’evoluzione importante, soprattutto grazie allo sviluppo delle protesi trapezio-metacarpali.
Queste protesi hanno l’obiettivo di sostituire l’articolazione danneggiata, ripristinando una biomeccanica più fisiologica del pollice. A differenza delle tecniche tradizionali, che prevedevano la rimozione del trapezio con sospensione o interposizione di alcuni tendini, le moderne protesi consentono una riabilitazione più rapida e un recupero funzionale più naturale con una procedura mini invasiva.
Tuttavia, la selezione del paziente è fondamentale. Non tutti i casi di artrosi del pollice sono candidati ideali alla protesi: è necessario valutare attentamente l’età, il livello di attività, la qualità ossea e la richiesta funzionale del paziente.
L’intervento viene eseguito in anestesia locoregionale e prevede una piccola incisione alla base del pollice. La componente protesica viene posizionata con precisione per ripristinare la lunghezza e la stabilità del primo raggio della mano.
Uno degli aspetti più importanti è la corretta gestione dei tessuti molli, che contribuisce in modo determinante al successo a lungo termine dell’impianto.

Artrosi pollice mano: quando è davvero necessario operare?
Quando parlo con i pazienti affetti da rizoartrosi, uno dei dubbi più frequenti riguarda il momento giusto per l’intervento chirurgico. La decisione non si basa esclusivamente sulle immagini radiografiche, ma soprattutto sull’impatto che la malattia ha sulla qualità della vita.
Se il dolore impedisce di svolgere attività quotidiane come vestirsi, cucinare o lavorare, e se le terapie conservative non offrono più beneficio, allora l’opzione chirurgica diventa concreta. È importante comprendere che l’obiettivo non è solo eliminare il dolore, ma anche recuperare la funzionalità del pollice, fondamentale per l’autonomia della mano. Con le protesi trapezio-metacarpali di ultima generazione, i risultati sono generalmente molto soddisfacenti, con un buon recupero della forza e della mobilità in tempi rapidi e senza necessariamente intraprendere un percorso riabilitativo.
Recupero post-chirurgico
L’intervento viene eseguito in regime day hospital e dopo 5-7 giorni di immobilizzazione con un leggero bendaggio, liberiamo il pollice consentendo da subito i movimenti normali in completa autonomia del paziente.
La rimozione dei punti di sutura avviene in quattordicesima giornata ed i pazienti sono liberi di muovere, generalmente senza neanche necessità di eseguire fisioterapia. I tempi di recupero variano da paziente a paziente, ma nella maggior parte dei casi è possibile tornare alle normali attività quotidiane nel giro di 2-3 settimane.
Se hai bisogno di una visita specialistica con un Chirurgo della Mano e del Gomito a Roma, puoi trovarmi nelle seguenti strutture:
- Ars Medica: Via Cesare Ferrero di Cambiano, 29
- Aster Diagnostica: Via delle Costellazioni, 306
- Istituto di Scienza e Medicina dello Sport (CONI): Largo Piero Gabrielli, 1
- Clinica Madonna della Fiducia: Via Alfredo Baccarini, 54
- Clinica Nuova Itor: Via di Pietralata, 162
I miei interventi si svolgono presso strutture altamente selezionate per offrire ai miei pazienti la migliore esperienza possibile. Opero presso la Clinica Ars Medica, la Clinica Madonna della Fiducia e la Clinica Nuova Itor.
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