Patologie traumatiche

Fratture di polso

Lesione di Stener

Lesioni nervose periferiche

Lesioni tendinee

Frattura di polso - Prof. Matteo Guzzini Chirurgo della mano e del polso

Fratture di polso

Anche se comunemente sono conosciute con questo nome, in realtà il termine frattura di polso è improprio in quanto le fratture interessano le ossa e non le articolazioni. Si tratta infatti di fratture della porzione distale del radio associate o meno a frattura dell’ulna. Possono essere divise sostanzialmente in fratture articolari o extra-articolari (non coinvolgenti la rima articolare), composte o scomposte, esposte o chiuse. 

Causate da traumi diretti, generalmente da caduta con la mano atteggiata a difesa, rappresentano un’urgenza in quanto se non correttamente trattate possono causare esiti invalidanti o essere seguite da complicanze anche piuttosto gravi. Nel caso di fratture composte il trattamento è conservativo con immobilizzazione in tutore o apparecchio gessato; in caso di fratture articolari o scomposte, il trattamento di scelta è chirurgico, volto al ripristino della corretta anatomia dell’osso fratturato e alla stabilizzazione della frattura mediante vari tipi di osteosintesi come ad esempio le placche volari, che permettono dopo una breve immobilizzazione con tutore, un rapido ritorno ai movimenti del polso.

Lesione del legamento collaterale ulnare del pollice (lesione di Stener)

Conosciuta anche come “Pollice dello sciatore” o “Skier’s Thumb” è una rottura del Legamento Collaterale Ulnare del pollice, causata da un trauma che comporta un trauma distorsivo al pollice (tipica la caduta dagli sci con il pollice che rimane incastrato nel laccio della racchetta). Può essere associata o meno a distacco parcellare osseo.

La sintomatologia è rappresentata da dolore ed impotenza funzionale nell’afferrare un oggetto pesante (ad es. un bottiglia d’acqua) a causa della instabilità residuata dalla rottura legamentosa. Il trattamento è chirurgico e consiste in acuto (ovvero entro 15 gg dal trauma) nella sutura (o nella reinserzione) legamentosa mentre in cronico (oltre 15 gg dal trauma) nella ricostruzione del legamento lesionato.

Lesioni nervose periferiche

Più precisamente chiamata Neurotmesi, è la rottura completa con perdita di continuità di un nervo periferico. A seconda del nervo lesionato può provocare quadri clinici diversi, ma generalmente caratterizzati da dolore di tipo neuropatico, associato a deficit della funzionalità del nervo lesionato. Il trattamento è microchirurgico e consiste nella sutura (neurorrafia) del nervo mediante suture dirette o mediante utilizzo di innesti di vario genere, quando a causa di una perdita di sostanza, risulti impossibile eseguire una sutura diretta.

Lesioni tendinee

Sono delle rotture tendinee a carico dell’apparato flessore od estensore. Possono essere causate da una ferita da taglio o sottocutanee. La sintomatologia è essenzialmente caratterizzata dalla perdita di funzionalità del tendine lesionato. Quando le lesioni interessano i tendini flessori rappresentano un’urgenza, anche se differibile in 24-48 ore, a causa della immediata retrazione del moncone prossimale del tendine lesionato, evenienza che non accade nelle lesioni dei tendini estensori data la diversa anatomia degli stessi.  Il trattamento è chirurgico e consiste nella sutura (tenorrafia) del tendine lesionato.