Patologie elettive

Sindrome del Tunnel Carpale

Dito a scatto

Morbo di De Quervain

Morbo di Dupuytren

Rizoartrosi

Gangli dorsali e volari

Sindrome del tunnel carpale - Prof. Matteo Guzzini specialista della mano

Sindrome del Tunnel Carpale

È una sindrome compressiva a carico del Nervo Mediano nel canale (o tunnel) del carpo. La compressione del nervo può essere causata da una infiammazione dei tendini flessori delle dita (tenosinovite) che si trovano nel “pavimento” del tunnel, o da un ispessimento del legamento trasverso del carpo “il tetto” del tunnel carpale, che può aumentare di spessore per diverse cause (ormonali, patologie sistemiche,
post-traumatiche). 

Queste condizioni determinano una compressione del nervo Mediano che decorre al centro del canale carpale, provocando una sintomatologia piuttosto tipica, caratterizzata da parestesie alle prime tre dita e talvolta alla metà del quarto dito della mano, territorio di innervazione del nervo Mediano; spesso si associa dolore prevalentemente notturno, a causa della maggiore ritenzione idrica e del ridotto ritorno venoso rispetto alle ore diurne. La diagnosi è essenzialmente clinica, nei casi dubbi può essere eseguita una elettromiografia per valutare la conduzione nervosa degli arti superiori. Il trattamento prevede la liberazione (Neurolisi) del nervo Mediano mediante una mini-incisione di circa 1 cm a livello del legamento trasverso del Carpo che viene aperto, decomprimendo il nervo Mediano e consentendo il ritorno ad una normale trasmissione nervosa.

Dito a scatto

Tecnicamente si tratta di una tenosinovite stenosante a carico dei tendini flessori delle dita della mano che, non riuscendo più a scorrere all’interno delle pulegge (canali che servono a mantenere in asse i tendini flessori) poiché aumentati di volume, danno luogo alla formazione di un nodulo di natura infiammatoria. Questo nodulo, molto dolente alla pressione, impedisce lo scorrimento dei tendini stessi in flesso-estensione, provocando uno “scatto” doloroso ai gradi estremi della flessione delle dita. 

La diagnosi è clinica, ed il trattamento negli stadi iniziali può essere conservativo mediante l’utilizzo di FANS, fisioterapia strumentale o infiltrazioni di cortisonico locale (ad oggi di uso molto limitato); nelle forme resistenti ai trattamenti conservativi o negli stadi avanzati, la terapia è chirurgica e consiste in una piccola incisione di circa 1 cm in corrispondenza della prima puleggia (A1) delle dita che viene asportata, consentendo quindi ai tendini un corretto scorrimento senza più impedimenti.

Morbo di De Quervain

Si tratta di una patologia su base infiammatoria a carico dei tendini Abduttore Lungo del Pollice ed Estensore Breve del Pollice, che essendo infiammati e quindi aumentati di volume, generano un attrito durante il loro scorrimento, nel primo canale degli estensori, compartimento che canalizza i tendini a livello del polso. La diagnosi è clinica, si basa sulla positività del test di Finkelstein (manovra che evoca molto dolore quando presente un Morbo di De Quervain) e da un’accurata anamnesi del paziente. Il trattamento negli stadi iniziali può avvalersi di terapia cortisonica locale o FANS associati a fisioterapia; negli stadi avanzati il trattamento di scelta è chirurgico, mediante una incisione di circa 1,5 cm in corrispondenza del primo canale degli estensori che viene inciso, consentendo uno scorrimento fisiologico dei tendini a livello del polso.

Morbo di Dupuytren

Descritto per la prima volta dal Barone Dupuytren nel 1831, è una patologia caratterizzata da una progressiva retrazione dell’aponeurosi palmare, struttura situata nel palmo della mano che separa il piano tendineo da quello sottocutaneo. La retrazione di questa struttura che avviene per cause non completamente note (sembra esserci un substrato genetico associato ad uno stress ossidativo cellulare) determina 4 stadi clinici: dalla formazione di noduli iniziali sul palmo della mano alla formazione di corde tendiniformi che comportano l’impossibilità dell’ estensione attiva delle dita della mano.
Può coinvolgere tutte le dita, ma prevalentemente interessa il IV e V raggio. Il trattamento è chirurgico, consiste nell’asportazione di queste corde fibrose, mediante incisioni lungo i raggi palmari interessati, permettendo così il recupero dell’estensione delle dita.

Rizoartrosi

È l’artrosi dell’articolazione Trapezio-Metacarpale localizzata alla base del pollice, rappresenta circa il 10% di tutte le localizzazioni artrosiche del corpo, è causata dalla progressiva usura della cartilagine articolare che può coinvolgere negli stadi avanzati anche l’articolazione Scafo-Trapezio-Trapezoidale, determinando quindi la cosiddetta panartrosi del Trapezio. La sintomatologia è caratterizzata da comparsa di deformità del profilo anatomico del pollice associato a dolore alla base del pollice in particolar modo durante movimenti di prensione come aprire un barattolo, girare una chiave in una serratura piuttosto rigida ecc. La diagnosi è essenzialmente clinica, necessaria l’esecuzione di un esame radiografico delle mani, utile per la stadiazione della malattia. Negli stadi iniziali il trattamento consiste in utilizzo di tutori e farmaci come FANS. Negli stadi più avanzati o resistenti ai trattamenti conservativi, si procederà all’intervento chirurgico che consiste, laddove non vi è artrosi Scafo-Trapezio-Trapezoidale, nell’impianto di piccole protesi di nuova generazione a doppia mobilità, che permettono un recupero rapidissimo, con un decorso post-operatorio con scarsissimo dolore. In casi invece di panartrosi del Trapezio, è possibile eseguire un trattamento chirurgico mediante artroplastica biologica, che prevede l’asportazione del Trapezio e la stabilizzazione del I-II metacarpo, mediante l’utilizzo di graft tendinei.

Gangli dorsali e volari

Sono delle tumefazioni a livello del polso che possono risultare di varie dimensioni. Nascono generalmente dall’articolazione Scafo-Lunata (tra Scafoide carpale e Semilunare) e possono aumentare o diminuire di dimensioni a seconda dell’utilizzo del polso. Nei casi in cui provocano comparsa di dolore, è indicata l’asportazione chirurgica.